III DOMENICA ORDINARIA

sabato, gennaio 23, 2010
By Don Giuseppe La Rosa

+ Dal Vangelo secondo Luca

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Riflessione

Il brano del Vangelo di questa III Domenica del Tempo Ordinario si compone di due evidenti parti: la prima funge da premessa a tutto lo scritto lucano indicando il metodo di lavoro adottato e celebrando il valore storico e teologico della parola fissata nel testo; la seconda parte introduce nel vivo del messaggio evangelico, proponendo una chiara identità di Gesù: è Lui la Parola che storicizza l’oggi eterno di Dio.

Luca è l’unico autore del Nuovo Testamento che premetta una nota metodologica al suo scritto (1,1-4) rivelando la sua sensibilità storica e la sua formazione ellenistica.

All’inizio stanno “gli avvenimenti” che possiamo identificare con l’evento Cristo: ciò che Lui ha detto e fatto. Il messaggio di Gesù è stato raccolto dai testimoni oculari, chiamati ”coloro che ne furono testimoni” e “ministri della Parola”. Il terzo momento un vero tornante nella trasmissione dell’esperienza cristiana, perchè segna il passaggio dalla fase orale (la predicazione) alla stesura per iscritto: nasce il testo con dignità letteraria. Luca consulta i precedenti lavori (Vangelo di Marco e collezioni di detti e di miracoli di Gesù) e compie “ricerche accurate su ogni circostanza” al fine di preparare un “resoconto ordinato”. Luca è uomo di fede che vuole aiutare Teofilo (da ritenere personaggio storico e non, come qualcuno ritiene, nome fittizio e simbolico: “amico di Dio”) a dare fondamento alla sua fede, presentando Gesù.

Con il secondo brano (4,14-21) veniamo a conoscere chi sia Gesù. Egli si dichiara profeta escatologico, colui che realizza l’oggi di Dio.

Un movimento di calda simpatia accompagna Gesù che rientra nella sua patria. Nel giorno di sabato, fedele al precetto (“secondo il suo solito”), riceve dal caposinagoga il rotolo per leggere e commentare la Legge. Certamente il passo del profeta che “capitò” quel sabato è da ascrivere ad una provvidenziale combinazione che offre a Gesù l’occasione di presentarsi e, più ancora, di identificarsi con il contenuto del testo.

“Lo Spirito del Signore è sopra di me” segna un passaggio dallo spirito di profezia che anima tanti personaggi biblici alla condizione di stabilità  nella persona di Gesù. Con queste solenni parole di apertura Gesù esprime la chiara coscienza di possedere lo Spirito in forma permanente, completa.

Con un pò di suspense  il lettore, al pari delle persone presenti nella sinagoga, attende un commento. Al di fuori dei circuiti dell’immaginabile, Gesù applica a sè quella profezia, presentandosi come il profeta escatologico, il vero “consacrato” di JHWH, il Messia atteso: “Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”. Il verbo usato è quello dell’adempimento e della svolta decisiva che chiude il tempo dell’attesa e della preparazione per dischiudere il tempo del compimento e della pienezza. La Parola eterna di Dio, annunciata e promessa dal profeta Isaia, si realizza pienamente nella persona di Gesù di nazaret, Parola vivente.

Anche noi siamo chiamati a riconoscere il Signore, ascoltando la sua Parola. La Parola ascoltata è invito all’incontro con Cristo, che si trasforma in indicazione esistenziale, come ogni incontro umano significativo.

Non è più il momento dell’attesa:
ora le promesse di Dio si compiono.
Non è più il tempo di invocare Dio

perché abbia pietà del suo popolo
e intervenga con braccio potente:
ora basta aprire gli occhi
per vedere ciò che compie
per la gioia degli uomini,
ora basta aprire il cuore
per intendere una parola
di salvezza e di misericordia.

Sì, Dio fa grazia:
è questo che il profeta annunciava,
è questo che tu, Gesù,
sei venuto a realizzare.
Sì, Dio fa grazia:
e non si tratta solo di un anno
in cui riparare tutte le storture perché la misericordia di Dio esige che si faccia giustizia.
Questa grazia Dio la dona per sempre
e chiede ad ogni uomo
di accoglierla con gratitudine,
di lasciarsi trasfigurare da questa bontà smisurata.

Sì, Dio fa grazia
e non è per domani o per un futuro indistinto: è oggi che questo accade.
Oggi la tua parola, Gesù,
porta gioia ai poveri,
libera e risana,
fa gustare la tenerezza di Dio. (Roberto Laurita)

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